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L'UOMO sacco di carne, scorticata
in un sol pezzo la pelle dal corpo
la stese sul legno marcio e libava:
rapito di mente danzo' gagliardo,
il sangue caldo non sfuggiva in terra
termino' con tali parole e gesti
la supplica. E il SOLE occhio del cielo
si poso' gigante sull'orizzonte
che taglia il mare dall'etere vuoto.
Tutte le cose tingeva di denso
vermiglio, il RE CREMISI incombente.
Sbatté rapido la sua unica palpebra:
Così sanciva il sacrificio orrendo.
UN ENORME MONOLITE DI RAME,
OSSIDATO, EMERSE DAL TERRENO.
IL MINARETO RIVELAVA IL MARCHIO
DEL RE CREMISI OCCHIO DEL CIELO, OVVERO
IL GRANCHIO ROSSO, SACRO E IMPERITURO.
TERRIBILE, IL TUONO DI SILENZIO
PORTAVA UNA VERITÀ INDICIBILE
La cera di una candela bianca,
Accesa la fiamma, in parte brucia e
Diventa sottile fumo, in parte
Si scioglie accumulandosi ai piedi della
bugia, liquida e insieme grumosa
Così la carne e le vene scivolano
Lasciando uno scheletro di nervi
E un miscuglio mal amalgamato
Di frattaglie putride: ciò rimase
Sulla rena dell'UOMO incrinato
La CORTE TRELAGRIME osservò mesta
l'apoteosi subita ere prima.
Dalla melma nera e tremenda emerse
freddo il GRANCHIO chitone lucente.
Arrancava con fragore di bronzo
allontanando i resti abbandonati
Il bacio di Dio schiocca e un nuovo sole si accende davanti a te. Un fuoco di idrogeno e cobalto ti acceca e brucia la tua faccia le labbra. Senti un calore propagarsi dal profondo delle tue viscere fino al petto e le mani e le ginocchia e non puoi fare a meno di sorridere.
Due idre si trovano nella stessa chiesa diroccata. Le loro teste si vedono e si ringhiano, gonfiando le loro scaglie. I loro colli cinti da pesanti ruote di bronzo e ferro scattano e si stringono, provando a stringersi sempre di più, sempre di più. Non c'è nessuno a suonare la campana.
La grande fabbrica è in piena attività. La terra si apre, sgorga dallo squarcio un denso liquido nero. La ruggine piove dalla ferita nel cielo e la torcia industriale brucia e brucia e brucia
La guerra infinita continua a tormentare. Spari e scoppi di proiettili e mortai si abbattono senza pietà rendendo il cielo di un grigio metallico. Ieri nella strada principale si è formato un tremendo tremendo maelstrom, cancellando tutto. Oggi ho perso il tuo anello e il freddo è più vicino
5
L'infezione era partita dalla tua mano. È un po' che non riuscivi a respirare e ogni tanto saltavi qualche battito. Non te ne eri accorto ma già si era trasferita al resto del tuo corpo, riempiendo le viscere, i polmoni, il cuore. Ti sembrava bello quando le tue dita erano diventate di muschio e fiori. Ma ora questi sono marciti. Così come è marcito quello che un tempo era la tua gabbia toracica, esponendo la muffa che ne occupa i rami, costringe il miocardio e occlude gli alveoli. Non riesci a respirare e con gli occhi di micelio ti avvicini al cassetto sul balcone. Tanto il diserbante non funziona sui funghi
6
E LA TERRA RISE FIORI!
LA GRANDINE SI ABBATTE FREDDA SENZA ODIO SULLE STRADE E SUI PALAZZI CHE SOMIGLIANO A DENTI MACCHIATI DAL CATRAME DI INFINITE SIGARETTE E LE GENGIVE RITRATTE
DAL MARE IMPIETOSO EMERGONO GRANCHI ROSSI INONDANDO IL CIELO CHE è GIà ROTTO E ACCARTOCCIATO SU SE STESSO INONDANDO LA TERRA INFILANDOSI IN OGNI ANFRATTO IN OGNI BUCO IN OGNI POLMONE E LA TOSSE, LA TOSSE SA DI ASBESTO E COBALTO
7
tump tump tin tin fanno gli stivali sulla pietra le chiavi sulla coscia vicino l'inguine marcio con gli occhi coperti dal paramento nero e spargo fumo di sigaretta come incenso oggi il Granchio ha toccato la mia mente saldandone insieme i pezzi (metto paura quando non mangio da quattro settimane) marcio marcio più marcio più mi consumo più mi consumo più sento la Fame più sento la Fame più la mente si sgombera più la mente si sgombera e più lo spirito è tranquillo [pacifico calmo rilassato sereno] e con le mani di carestia e di pestilenza costruisco trifore per la Cattedrale che Deve crescere
8
oggi mi sono ricordato ero un bambino molto piccolo, ero all’asilo, temo, e mia madre mi lascia lì per la mattina e io scoppio in un pianto spaventoso e lei se ne va. ho 23 anni e non sono mai cresciuto e quel momento si ripete ciclicamente: Persefone cammina per una stagione e basta
1
Provi con lo scroscio dell'acqua caldissima ad annegare (?) tutto il superfluo. Ti metti sotto e ti lasci accarezzare, il vapore riempie la cabina la stanza le narici. L'acqua scorre sulla testa le guance, le costole di nuovo sporgenti come nelle cattedrali gotiche, le dita, le ginocchia. Lascia strisce rosse e i tuoi nervi la tua pelle urlano nella tua testa "CI FAI MALE". Ma l'urlo sembra cosí lontano che é appena udibile nel tuo cranio, e poi, senti ancora freddo
2
Sono il soldato di cristo e prendo il martire e fisso con chiodi spessi il suo corpo sulla Ruota
Sono il martello di cristo e rompo ogni suo osso reso fragile dopo quattro settimane senza mangiare
Sono il prete e quando il martire é sazio di dolore accarezzo il suo volto e metto dell'olio dolce e profumato sulla sua fronte fracassata
Sono il martire figlio dell'agnello e ogni giorno attendo con piacere l'inizio della processione
3
È un venerdì di gennaio
di quelli che il vento ti fen
de il volto apatico.
È nella sua natura, non puoi farci nien
te e mentre sei distratto
La lancia del Sole ti prende in pieno.
Il tepore, la gentilezza, la tregua dal vento,
sanno di mani morbide
4
Una tagliola è sempre carica, le sue mascelle fisse e pronte a scattare al primo sussulto.
Come quando si scassina una serratura, rilasso un arto e si blocca la gamba, rilasso la gamba e si blocca la schiena, chiudo gli occhi e respiro e stavolta tocca alle mani.
Provo a non aver paura, hai detto che fa male alla mia salute
Questa mente è inquinata e le mani sterili.
oggi sto meglio; credo ancora e non rinnego ciò che ho pensato e scritto ma è meglio seppellirlo in una tomba poco profonda